EXPO, MOSE: UN SISTEMA MARCIO DALLE FONDAMENTA
Cento anni fa, descrivendo le
caratteristiche dell’imperialismo, Lenin denunciava: “La reazione politica su
tutta la linea è propria dell'imperialismo. Venalità, corruzione in proporzioni
gigantesche, truffe di ogni genere.” (Lenin)
Gli scandali gemelli dell’EXPO di Milano e del MOSE di
Venezia, sono al un tempo la riprova della giustezza della teoria leninista
dell’imperialismo e la conferma del marciume di un sistema che sopravvive sulle
spalle del proletariato, caratterizzato dalla corruzione e dal malaffare in
ogni sua piega.
Controllori comprati dai controllati, generali e governatori, architetti e manager,
sindaci e assessori: tutti implicati nei finanziamenti illeciti.
Cosa è cambiato da Tangentopoli ad oggi? Gli attori economici e politici sono più o meno gli stessi, il sistema delle mazzette idem, è stato solo raffinato il meccanismo dei fondi neri, rendendolo più sfuggente grazie alla “deregulation” finanziaria.
Eppure c’è ancora chi ancora parla di “capitalismo sano”, da distinguere da quello “malato”, come se entrambi non perseguissero la logica criminale del massimo profitto. E’ per via di questa logica che vige l’assegnazione diretta di lavori, la regola del massimo ribasso, la lievitazione dei costi a carico dei fondi statali, il fare cassa in nero, per poi ungere le ruote con le bustarelle. E’ sempre per questa logica che EXPO e MOSE vanno avanti, come la TAV. Grandi opere per grandi profitti, volute da governi del grande capitale, come quello di Renzi.
Chi pensa di poter cambiare con le inchieste della magistratura non ha capito un’acca della situazione. Queste inchieste servono solo per dare una verniciata di legalità e di moralità a un sistema in putrefazione.
L'epoca attuale è l'epoca del fallimento dell'intero sistema capitalista. Il compito del proletariato in questa epoca consiste nella conquista del potere politico, nella soppressione dell'apparato governativo della borghesia e nella organizzazione di un governo degli operai e degli altri lavoratori sfruttati per edificare il socialismo.
Il metodo principale di lotta per conquistarlo è l'azione e l’organizzazione delle masse sfruttate e oppresse fino al conflitto aperto contro i poteri dello Stato capitalista.
Per dirigere questa lotta, per costruire la nuova società, è indispensabile l’organizzazione politica del proletariato: il Partito comunista.
Perciò facciamo appello ai sinceri comunisti e agli elementi migliori della classe operaia, affinché rompano nettamente e definitivamente con gli opportunisti, si uniscano fortemente in gruppi, concretizzino legami organici con i marxisti-leninisti.
Va compiuto uno sforzo per liberarsi da posizioni erronee ed arretrate, per organizzarsi e agire uniti, avendo come scopo la formazione del Partito comunista, quale reparto d’avanguardia, organizzato e cosciente del proletariato.
8.6.2014 Piattaforma Comunista